Storia della Compagnia Teatrale

 

La compagnia teatrale “Benvenuto Cellini” di Ponte di Brenta può certamente essere annoverata tra le realtà culturali più longeve e vitali del padovano.

Tra le prime rappresentazioni teatrali della Compagnia.

Benvenuto Cellini.

 

 Il Gruppo vede la luce nel 1935 con il nome “La Disperata”, sotto la direzione di un infaticabile animatore ed educatore: Benvenuto Cellini.

 

 Nel 1946, dopo la forzata pausa bellica, il gruppo cambia nome dedicandolo a uno dei suoi fondatori, Igino Gasparini, scomparso in un campo di prigionia in Germania.

Da quel momento sino al 1956 la Compagnia ha inscenato le commedie del nutrito repertorio in numerosi teatri del Veneto.

 

In seguito alla prematura scomparsa di Cellini, l’attività della Compagnia subì una battuta d’arresto.

Pochi anni più tardi, alcuni dei compagni di Benvenuto (tra questi sono senz’altro da ricordare la sorella Anna e Gastone Mattiello), riprendono il cammino intrapreso, intitolando la ricostituita formazione al suo scomparso direttore.

Gastone Mattiello nei panni di Todaro.

 

 Molti da allora sono stati gli allestimenti della Compagnia, che, in certa misura, hanno segnato la storia del teatro amatoriale padovano: da Nina no far la stupida di Gian Capo e Rossato a I balconi sul canalazzo di Alfredo Testoni (vero cavallo di battaglia della compagine per moltissimi anni), Sior Todero Brontolon, La casa nova, La cameriera brillante, La donna volubile di Goldoni, e tante altre, fino ad arrivare alle messinscena degli anni ‘90.

Una scena da "La Venexiana".

 

 

 Nell'ultimo ventennio la “Cellini” ha indirizzato i propri interessi alla riscoperta e valorizzazione di opere meno consuete del repertorio teatrale, pur non dimenticando mai le proprie radici venete. Sono state approntate così La vaccaria, I tre Dialoghi, Le Orationi e La Betía di Ruzante, Le massere, L’Arcadia in Brenta e Le donne de casa soa di Goldoni, La Venexiana di Anonimo del ‘500. 

 

 

Altre produzioni più recenti sono: Anfitrione di Plauto, Il settimo sigillo di Ingmar Bergman, con il quale il gruppo, nel suo lavoro di ricerca, non solo testuale e filologico, ma anche, e forse soprattutto, esistenziale, è maturato.

Nel 2004 viene allestita la commedia Le allegre comari di Windsor che segna un nuovo approccio, quello col grande teatro di William Shakespeare.
Altro spettacolo di rilievo è La terra e il fuoco, due atti unici di Pirandello (L’altro figlio e La giara), altra tappa fondamentale nel processo di formazione artistica del gruppo.

Tra gli allestimenti più recenti si ricordano L'avvocato veneziano di Goldoni, Il berretto a sonagli di L.Pirandello e I musicanti di Brema tratto dai fratelli Grimm.

La Compagnia ha di recente rieditato la storica e sempre a lei cara commedia I balconi sul canalazzo di Alfredo Testoni.

 

 

Non è da dimenticare, infine, l’opera di divulgazione culturale inerente alla storia Veneta a cui hanno contribuito alcuni membri dell’Associazione con proiezioni di documentari e riproposizione di testi letterari ai più poco noti ma che costituiscono fili importanti dell’ordito su cui è tessuto il nostro passato e, pertanto, il nostro presente.

A tal proposito, ci permettiamo di segnalare qui di seguito alcuni link per visionare frangenti di film-documentari del regista Antonio Andreetta, cui l'Associazione ha preso parte: "Ezzelino III da Romano" ; "L'ultima battaglia di Ezzelino" ; "Due o tre cose che so di Carlo Goldoni" ; "La rivoluzione francese e Carlo Goldoni".