La storia
La compagnia teatrale “Benvenuto Cellini” di Ponte di Brenta può certamente essere annoverata tra le realtà culturali più antiche e vitali del padovano.
Il Gruppo vede la luce nel 1935 con il nome “La Disperata”, sotto la direzione di un infaticabile animatore ed educatore: Benvenuto Cellini.
Da allora portò in diversi teatri del Veneto le commedie del suo nutrito repertorio fino al 1956, anno in cui, in seguito alla prematura scomparsa di Cellini, l’attività della Compagnia subì una battuta d’arresto.
Dopo qualche anno,
alcuni dei compagni di Benvenuto (tra questi sono senz’altro da ricordare la sorella Anna e Gastone Mattiello), riprendono la strada interrotta, intitolando la ricostituita formazione al suo scomparso direttore. Molti da allora sono stati gli allestimenti della Compagnia, che, in qualche modo hanno segnato la storia del teatro amatoriale padovano: da Nina no far la stupida di Gian Capo e Rossato a I balconi sul canalazzo di Alfredo Testoni (vero cavallo di battaglia della compagine per moltissimi anni), Sior Todero Brontolon, La casa nova, La cameriera brillante, La donna volubile di Goldoni, e tante altre, fino ad arrivare alle messinscena degli anni ‘90.
In quest’ultimo arco di tempo, infatti, la “Cellini” indirizza i suoi interessi alla riscoperta e valorizzazione di opere meno usuali nel repertorio teatrale, pur non dimenticando mai le proprie radici venete: nascono così La vaccaria, I tre Dialoghi, Le Orationi e La Betía di Ruzante, Le massere, L’Arcadia in Brenta e Le donne de casa soa di Goldoni,
La Venexiana di Anonimo del ‘500, Anfitrione da Plauto,Il settimo sigillo da Ingmar Bergman, con il quale il gruppo, nel suo lavoro di ricerca, non solo testuale e filologico, ma anche, e forse soprattutto, esistenziale, giunge ad una tappa importante. Nel 2004 viene allestita la commedia Le allegre comari di Windsor che segna un nuovo approccio: quello col grande teatro di William Shakespeare.
Ultimo lavoro in gestazione è lo spettacolo La terra e il fuoco, due atti unici di Pirandello (L’altro figlio e La giara), nuovo punto d’arrivo e di partenza per altri passi lungo la storia del teatro.
Non è da dimenticare, infine, l’opera di divulgazione culturale che l’Associazione conduce per il mezzo di incontri sulla storia Veneta con proiezioni di documentari e riproposizione di testi letterari talora dimenticati o poco conosciuti ma che costituiscono fili importanti dell’ordito su cui è tessuto il nostro passato e, pertanto, il nostro presente.
I nostri allestimenti dal 1968 a oggi
- I balconi sul canalazzo di A. Testoni
- Una famegia su le nuvole di C. Ludovici
- Baruffe in famegia di C. Goldoni
- Nina no far la stupida di GianCapo e Rossato
- Carte in tavola di A. Duse
- 1 x 2 di O. Wulten
- Sior Todero Brontolon di C. Goldoni
- La cameriera brillante di C. Goldoni
- La casa nova di C. Goldoni
- Le metamorfosi di Arlecchino, Commedia dell'Arte
- Mo par amore, po' di AA. VV.
- La donna volubile di C. Goldoni
- Stabat mater da testi medievali
- La Vaccaria di Ruzante
- Dialogo facetissimo di Ruzante
- Il reduce di Ruzante
- Le massere di C. Goldoni
- Prima e seconda Oratione di Ruzante
- L'Arcadia in Brenta di C. Goldoni
- La Venexiana di Anonimo del '500
- Le donne de casa soa di C. Goldoni
- Bilora di Ruzante
- Anfitrione di T. M. Plauto
- Il settimo sigillo da I. Bergman
- Betía di Ruzante
- Le allegre comari di Windsor di W. Shakespeare
- La terra e il fuoco (L'altro figlio - La giara) di L. Pirandello
- I musicanti di Brema tratto dalla fiaba omonima dei fratelli Grimm
- Il berretto a sonagli di L. Pirandello.
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